Come ho accennato nell’ultimo articolo, siamo ancora in attesa della pubblicazione delle nuove regole italiane di qualifica per i fornitori di servizi fiduciari (Qualified Trust Service Provider – QTSP), tuttavia oggi approfondiremo brevemente uno dei progetti europei che ha portato alla definizione del nuovo servizio fiduciario di eArchiving e che sta guidando la standardizzazione di tali servizi in Europa: il progetto E-ARK.
Come sappiamo, il Regolamento eIDAS è (e deve restare) tecnologicamente neutro: si limita a individuare gli obiettivi e i requisiti di un servizio lasciando libero il singolo operatore di realizzarlo con le migliori tecnologie disponibili. Lo stesso Standard CEN 18170, individuato come standard per l’eArchiving europeo dal Regolamento di esecuzione UE 2025/2532, resta solo un “riferimento” ed è quindi possibile erogare servizi di eArchiving qualificato anche discostandosi da tale standard (sempre a patto di garantire il concreto rispetto dei requisiti previsti dall’art. 45 undecies del Regolamento eIDAS).
Sappiamo anche quanto sia importate una “standardizzazione” dei servizi al fine di poterli comparare e, soprattutto, di poter garantire l’interoperabilità (o, meglio, la portabilità) dei dati trattati, evitando qualsiasi forma di Vendor lock-in.
Per aiutarti a fare chiarezza su questo tema, ho realizzato due infografiche che potrai scaricare a fine pagina.
Il progetto E-ARK
In linea con il sopracitato obiettivo di standardizzazione, nasce il progetto E-ARK, che rappresenta un’infrastruttura tecnica e metodologica su cui poter poggiare il nuovo ecosistema europeo di e-Archiving, fornendo le specifiche concrete – richiamate dallo stesso standard CEN/TS 18170:2025 – volte a garantire l’interoperabilità, la portabilità dei dati e la loro conservazione a lungo termine.
Il progetto E-ARK è nato da una serie di progetti finanziati negli anni dalla Commissione Europea (E-ARK 2014-2017, E-ARK4ALL 2018-2019 ed E-ARK3 2019-2021), ha consolidato l’eArchiving Building Block del programma Connecting Europe Facility (CEF) e, dal 2025, opera sotto l’egida del DLM Forum.
Nell’ambito delle sue attività, basandosi su quanto previsto dallo standard OAIS 14721, come richiamato dal CEN 18170, E-ARK ha definito standard pubblici e aperti per la struttura dei dati che lo standard CEN/TS 18170 cita esplicitamente (insieme ad altri) come esempi di riferimento per soddisfare i requisiti di interoperabilità:
SIP (Submission Information Package o Pacchetto di Versamento): la specifica E-ARK CSIP (Common Specification for Information Packages) per definire come i documenti devono essere inviati al servizio di archiviazione.
AIP (Archival Information Package o Pacchetto d’Archiviazione): la specifica E-ARK AIP definisce la struttura interna di archiviazione, garantendo che il contenuto sia auto-esplicativo e preservabile nel tempo.
DIP (Dissemination Information Package o pacchetto di distribuzione): la specifica E-ARK DIP regola il formato dei dati quando vengono recuperati o distribuiti agli utenti autorizzati.
SIP
(Submission Information Package), è il pacchetto informativo che, secondo quanto previsto dallo standard OAIS, viene consegnato dal produttore al servizio di archiviazione elettronica (EATS).
- Composizione: Deve includere obbligatoriamente le Informazioni di Contenuto (i dati/documenti da conservare), le Preservation Description Information (PDI) (metadati necessari per la conservazione, come provenienza e integrità) e le Packaging Information (istruzioni su come i componenti sono legati tra loro).
- Specifiche E-ARK: Lo standard raccomanda l’uso della specifica E-ARK CSIP (Common Specification for Information Packages).
- Verifiche: All’atto della ricezione (ingest), il provider deve verificare formalmente la sintassi, la struttura, l’integrità (fixity) e la conformità dei formati del SIP rispetto a quanto concordato nel Submission Agreement.
AIP
Archival Information Package), è il pacchetto che, secondo quanto previsto dallo standard OAIS, viene effettivamente archiviato e conservato all’interno del sistema di archiviazione/conservazione.
- Generazione: Viene creato trasformando uno o più SIP accettati. Questa trasformazione può includere conversioni di formato per contrastare l’obsolescenza e l’aggiunta di informazioni sulla rappresentazione dei dati.
- Caratteristiche: Ogni AIP deve possedere un identificativo unico e fisso all’interno dell’archivio. Deve contenere tutti i componenti del SIP originale più i metadati tecnici e gestionali generati durante la conservazione.
- Integrità e Sicurezza: Il sistema deve ricalcolare periodicamente il digest (hash) dell’AIP per verificarne l’integrità. Gli AIP devono essere replicati in almeno due località geograficamente remote.
- Specifiche E-ARK: Il riferimento tecnico principale è la specifica E-ARK AIP.
DIP
(Dissemination Information Package), è il pacchetto informativo che, secondo quanto previsto dallo standard OAIS, deriva da uno o più AIP e viene inviato all’utente in risposta a una richiesta di recupero.
- Accesso e Ricerca: Il servizio deve offrire funzioni di ricerca (basate su metadati o identificatori) e mostrare solo i risultati per cui l’utente è autorizzato.
- Formato: La sintassi e la semantica del DIP devono essere definite nel Service Agreement. Può contenere i documenti originali o le loro versioni convertite, insieme ai report di integrità generati automaticamente dal sistema.
- Specifiche E-ARK: Si utilizza la specifica E-ARK DIP per garantire che il pacchetto restituito sia comprensibile e utilizzabile anche all’esterno del sistema che lo ha generato.
Principali differenze tra specifiche E-ARK DIP e standard SInCRO UNI 11386
E-ARK DIP è, quindi, la specifica che definisce la struttura completa del Dissemination Information Package (DIP), ovvero il pacchetto informativo inviato dal sistema di archiviazione all’utente in risposta a una richiesta. Specifica come organizzare i dati, i metadati di accesso e il software necessario per la visualizzazione dei documenti.
La normativa italiana, invece, prevede che il DIP sia realizzato in maniera conforme allo standard Uni 11386 SInCRO – Supporto all’Interoperabilità’ nella Conservazione e nel Recupero degli Oggetti digitali. Lo standard SInCRO, però, si concentra specificamente sulla struttura descrittiva dell’indice del DIP (che corrisponde al pacchetto di distribuzione secondo la nomenclatura del modello italiano) e non si preoccupa di standardizzare l’intero DIP: viene standardizzato solo l’indice che lo descrive con l’obiettivo, spesso non raggiunto, di garantire l’interoperabilità nel recupero degli oggetti digitali all’interno del modello di conservazione italiano.
E-ARK DIP richiama standard internazionali ampiamente diffusi per la gestione dei metadati:
METS: per la struttura del pacchetto (obbligatorio)
PREMIS: per i metadati di conservazione e la gestione del software di accesso
EAD: per i metadati descrittivi e le restrizioni di accesso.
SInCRO, invece, definisce uno Schema XML proprietario che individua gli elementi informativi necessari per la creazione dell’indice (come dati del produttore, impronte hash, riferimenti temporali e firme digitali).
In buona sostanza, mentre E-ARK DIP fornisce un framework europeo completo per la distribuzione dei documenti basato su standard internazionali, SInCRO rappresenta lo strumento tecnico specifico della normativa italiana per garantire che l’indice degli archivi sia uniforme e ricercabile: i due non sono concettualmente incompatibili ma probabilmente sarà utile che pian piano tutti i sistemi di conservazione italiani inizino a ponderare l’utilizzo di specifiche di maggior respiro internazionale, come quelle di E-ARK DIP, proprio con lo scopo di garantire un miglior raggiungimento degli obiettivi che si era fissato lo standard SInCRO: il recupero degli oggetti digitali conservati. In alternativa, nulla vieta di continuare ad utilizzare tale standard, a patto, però, che lo si aggiorni e lo si renda maggiormente efficace nel garantire i processi di migrazione tra sistemi di conservazione che, ad oggi, risultano essere ancora “quasi” impossibili da realizzare con costi e tempi ragionevoli.
A questo proposito, ho realizzato un’infografica esplicativa per comprendere meglio l’argomento.
Questo tema è stato affrontato da ANORC lo scorso 8 luglio 2026 durante un convegno organizzato con il supporto di Digitalaw, Sanmarco Infomatica e Docuverse e che si è tenuto presso l’Archivio di Stato di Milano: un confronto prestigioso con il gruppo di lavoro TC 46 di ISO che si sta occupando a livello internazionale proprio dei temi di gestione e archiviazione elettronica al centro degli attuali dibattiti.
Grazie per l’attenzione e a presto,
Avv. Luigi Foglia

