Ci si avvia verso la chiusura degli uffici, per una rigenerante pausa estiva. Ricorderemo certamente questa estate 2026 per le incalzanti novità sul fronte della compliance: se n’è parlato parecchio negli ultimi giorni del mese di luglio, a partire dal Digital Omnibus — la cui parte sull’intelligenza artificiale ha da poco tagliato il traguardo europeo e su cui ha scritto anche l’Avv. Andrea Lisi di recente — fino agli adempimenti che si sono rincorsi negli ultimi mesi. C’è un filo che li tiene insieme tutti, e vale la pena portarselo anche in vacanza: protezione dei dati, cybersicurezza, continuità operativa e governance digitale hanno smesso di essere caselle separate. Sono diventate facce della stessa gestione del rischio. Ed è per questo che la riflessione di oggi non ruota attorno a una singola norma ma attorno a un momento preciso dell’anno — quello che stiamo per attraversare. Perché tra la fine di luglio e i primi di agosto le aziende non è che rallentino soltanto. Cambiano pelle, per qualche settimana: meno persone in sede, referenti diversi, deleghe che si spostano, tempi di risposta che si allungano. E capita che una decisione tocchi a chi, di solito, non la prende. È tutto fisiologico. Ma è anche il terreno su cui un imprevisto, se arriva, pesa il doppio. E non serve immaginare l’attacco informatico sofisticato. A volte è molto più banale… un sistema che va in tilt, un servizio cloud che va giù, un temporale che mette fuori uso ciò che credevamo intoccabile, oppure una violazione di dati che chiede decisioni rapide proprio mentre in ufficio è rimasto il presidio minimo. Non è un caso che il Garante, nel piano ispettivo del 30 dicembre 2025, abbia messo tra le priorità del 2026 proprio le violazioni dei dati personali e il modo in cui le organizzazioni le gestiscono. Il senso è semplice: non basta prevenire, bisogna poter dimostrare di aver reagito con procedure serie, ruoli chiari e tempi compatibili con quanto chiede il GDPR. La gestione di un data breach, insomma, non è più soltanto un dovere verso le persone di cui trattiamo i dati: è un processo che qualcuno, un domani, può venire a verificare. Un esempio concreto? Se il titolare è irraggiungibile, il termine per notificare al Garante non si mette in pausa ad aspettarlo. Va deciso prima chi tiene le redini — un referente reperibile e un suo sostituto — e va messa nero su bianco una delega a valutare e a notificare, con le credenziali per entrare nella procedura telematica già pronte all’uso. Sembra un dettaglio. È spesso la differenza tra una notifica nei termini e una fatta in ritardo. In fondo è questa la domanda che tutte le norme più recenti, dal GDPR alla NIS2 fino al Digital Omnibus, sembrano rivolgere alle organizzazioni: se domani succedesse qualcosa mentre sono lontano, la mia struttura saprebbe reagire in mia assenza? È lì che si misura davvero la maturità di un’azienda, molto più che nello spessore dei suoi documenti. Con questo spirito lascio una card tascabile, da compilare e tenere sullo smartphone: poche verifiche pratiche e qualche indicazione su come muoversi nelle primissime ore di un’emergenza. 

Ricordo inoltre ai lettori che noi di Studio Legale Lisi, insieme a tutti i nostri partner ed autori, stiamo collaborando al nuovo numero della Rivista DIGEAT, che continua a raccontare l’innovazione digitale «lentamente», con la profondità e la cura che la rendono un caso a sé nel panorama editoriale italiano. Ma – come i veterani sapranno- DIGEAT, è anche web tv ed è un progetto culturale vivo, interdisciplinare, di cui è pure in preparazione un evento pre-DIGEAT, sul quale verranno forniti presto tutti i dettagli. E poi c’è l’appuntamento dell’anno. Dopo il successo della prima edizione, sta per tornare il DIGEAT Festival dal 5 all’8 novembre 2026, tra Lecce e Gallipoli, con il titolo «Io, Umano. Giorni di un futuro passato». Quattro giornate, oltre 150 ospiti italiani e internazionali, tra laboratori formativi, panel divulgativi e conferenze istituzionali, tra cui quella di chiusura che vedrà il processo simulato all’intelligenza artificiale. Sarà l’occasione per fermarsi, confrontarsi, fare un po’ di sano networking — e anche solo per stare insieme, magari a tavola, con gusto slow e senza fretta. Chiunque vorrà crederci e sostenere l’evento, potrà contattare segreteria@digeatfestival.it per fissare una call con chi segue da vicino questi aspetti: al Festival ci sono diverse formule di partnership per essere protagonista di un evento che ha ormai un respiro internazionale. È tutto? Neanche per idea. C’è molto altro, e lo scopriremo strada facendo. 

Avv. Antonella D’Iorio

Antonella D'Iorio

Antonella D'Iorio

Associate Studio Legale Lisi - Avvocato, Esperta nella protezione dei dati personali