Negli ultimi anni le attività criminali di natura informatica, oltre ad essere aumentate vertiginosamente svelando innumerevoli falle nei sistemi aziendali, sembrano voler inviare un massaggio ben preciso: qualunque sia la natura dell’attacco, ormai nessuno può più dirsi al sicuro, esperti del settore compresi.

A questo proposito, gli Avv. ti Andrea Lisi e Chiara Ponti, intervengono sulle pagine della Rubrica Digital&Law di Key4Biz.it per riflettere con un atteggiamento “laico” sul recente cyberattacco alla famosa Associazione che si occupa di privacy al fine di sensibilizzare i cittadini e gli addetti ai lavori.

Attacco hacker e “defacing” in un solo colpo

Oltre al semplice l’attacco, si è potuto assistere ad un altro fenomeno rilevante, quello del “defacing” che letteralmente significa “defacciare”. Si tratta di una tecnica criminale volta alla “modifica illecita della home page di un sito web – la sua “faccia” – o la sostituzione di una o più pagine interne” e che non può non destare particolare preoccupazione. Ci si accorge di aver subìto questo tipo di attacco solo quando si vede sostituita la propria pagina principale e/o altre pagine interne con una schermata che indica l’azione compiuta da uno o più hacker, ledendo irrimediabilmente l’immagine.

Quando adottare le giuste accortezze potrebbe non bastare

Ad oggi è fondamentale tenere sempre gli occhi aperti: attuare e aggiornare costantemente i propri sistemi di sicurezza sono pratiche utili, anche se a volte, nonostante aiutino a risolvere i diversi problemi di vulnerabilità, potrebbero da sole non essere sufficienti. Tuttavia non farlo sarebbe come lasciare la porta di casa socchiusa agilmente apribile da malintenzionati, tutti intenti a scassinarla.

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Copertina: Ph. Marcello Moscara