Dopo alcuni mesi, la presidenza del Consiglio europeo ed il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sul Digital Operational Resilience Act (DORA), ovvero il Regolamento che mira ad assicurare la resilienza operativa digitale del settore finanziario in Europa (con riferimento a tutti i soggetti finanziari regolamentati) nel momento in cui si dovessero verificare eventi avversi “cyber disruptive”, ed è stato anche dipinto un quadro di supervisione per i fornitori ICT terzi critici.
L’avv. Davide Maniscalco, esperto in diritto societario e commerciale, interviene sulle pagine della Rubrica Digital&Law di Key4Biz.it per approfondire i dettagli dell’accordo alla luce dei continui attacchi di cybersicurezza e della concreta minaccia sistemica che essi rappresentano per intere economie e governi.
Finanza digitale
Uno dei primi obiettivi sarà sicuramente quello di rafforzare il sistema della “finanza digitale” (entità finanziarie come banche, compagnie assicurative ed imprese di investimento).
Per questo, l’UE ha presentato nel settembre 2020 la proposta DORA, un Regolamento che nei suoi touchpoint comprende sia il mercato delle criptovalute (proposta MiCA) sia della tecnologia di contabilità distribuita (proposta DLT).
Economia Innovativa
Questo programma era stato definito in parte nel Work Programme 2022 della Commissione europea, in cui emergeva l’importanza della tecnologia a favore della sostenibilità, ormai una delle priorità dell’agenda europea per tutelare il nostro futuro. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale realizzare un’economia innovativa basata su una tecnologia umano-centrica, affidabile e certa, ed una connettività ad internet sicura e resiliente.
Cosa prevedono nello specifico l’’European Cyber Resilience Act e DORA? Che cosa si intende per rete di sorveglianza congiunta?
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