Gli Stati dell’Unione Europea sono sempre più chiamati ad elaborare strategie nazionali per sviluppare capacità industriali e produttive all’interno dei propri territori, mitigando le dipendenze tecnologiche estere. Queste iniziative possono essere il volano per lo sviluppo di una leadership tecnologica.

L’avv. Davide Maniscalco, esperto in diritto societario e commerciale, interviene sulle pagine della Rubrica Digital&Law di Key4Biz.it per commentare le ultime novità imprenditoriali, in particolare per quanto concerne la strategia nella produzione di chip.

L’European Chips Act

Il Chips Act è senza dubbio il punto di partenza di un percorso sfidante, ma possibile, in grado di tendere verso la costruzione di un framework comune, preordinato alla diversificazione delle catene di approvvigionamento attraverso la creazione di una virtuosa interconnessione europea e comunque globale tra ricerca, aumento della capacità produttiva dell’Unione appannaggio dell’industria tecnologica europea e sviluppo di partenariati di cooperazione internazionale.

L’obiettivo dichiarato dallo European Chips Act è di sostenere lo sviluppo di un settore industriale europeo strategico.

La posizione dell’Europa nella competizione

Invero, l’Europa si è già lanciata a pieno titolo in questa competizione globale con la recente alleanza per le tecnologie dei processori e dei semiconduttori che affonda le sue radici nelle ambizioni della Commissione Europea di rafforzare la microelettronica europea e le catene del valore dei sistemi integrati, per migliorarne la capacità di produzione all’avanguardia.

L’Alleanza conta già 22 stati membri firmatari.

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Copertina: Ph. Marcello Moscara

Davide Maniscalco

Davide Maniscalco

Avvocato, esperto in diritto societario e commerciale, Componente del D&L NET