Eccoci alla seconda puntata: un altro schiaffo alla famosa Associazione che si occupa di privacy arriva proprio in prossimità di un evento in corso sulla privacy e cybersecurity, all’indomani del cyberattacco subìto.

Gli Avv. ti Andrea Lisi e Chiara Ponti, intervengono nuovamente sulle pagine della Rubrica Digital&Law di Key4Biz.it ponendo l’accento sugli insegnamenti che, malgrado l’accaduto, è possibile trarre da una vicenda di questa portata.

Il data breach di Federprivacy ci insegna qualcosa

Ci eravamo infatti lasciati offrendo alcuni spunti di riflessione sull’accaduto. Oggi, ci vogliamo soffermare non tanto sull’onda della prevedibile notizia, quanto su cosa possiamo imparare, e una volta per tutte, da un data breach che colpisce proprio chi lavora nel settore della protezione dei dati, e si impegna a diffonderne cultura. Intendiamoci, non vuole essere una “battuta di spirito”, ma un insegnamento per tutti. D’altronde, come in ogni evento critico che può accadere nel corso di un’esistenza in qualunque campo, si può scegliere o di concentrarsi su quell’evento con il rischio di finire (nella filosofia) del “criceto in una ruota” o essere resilienti, imparando dagli eventi avversi, come “casi scuola” utili per crescere nella propria preparazione.

Gestire un data breach oltre l’indifferenza  

In ottica costruttiva quanto successo deve essere da insegnamento e monito a chiunque, in particolare su come occorra gestire un data breach: possibilmente al meglio, stante il contesto. E ciò che sorprende di quanto successo, non possiamo non rilevarlo, è il silenzio assordante intorno alla spiacevole vicenda da parte proprio dei professionisti della protezione dei dati personali. Ma forse il motivo è intuibile e, in qualche modo, tanto racconta del nostro Sistema Paese, dove i dati purtroppo ci dicono che al momento tali eventi siano in netta crescita.

Questo articolo è apparso originariamente su Key4biz.it, continua a leggere la versione integrale.

 

Copertina: Ph. Marcello Moscara